Ecco in questo articolo riassunto il modo in cui si produce il compound. Come e con che strumenti.

Dopo aver realizzato una diretta con i tecnici Lati 3D Lab, ho rivisto la diretta e raccolto i concetti chiave. Questo è il primo articolo che racchiude le informazioni dette all’inizio dell’appuntamento tecnico. Grazie alla collaborazione con un’azienda che si occupa di compound, io e tutte le persone che leggeranno l’articolo, avremo informazioni più specifiche che ci rendono consapevoli su: come viene si produce il compound.

Come si produce il Compound

Esistono strumenti per creare compound semplici o strumenti per realizzare polimeri complessi caricati con fibre. Le linee di estrusione tradizionali in principio servono per miscelare il polimero base con il pigmento o l’additivo colorante. La corretta miscelazione dei pigmenti coloranti garantisce una costanza nel tempo delle bobine di filamento.

Estrusori mono vite per compound plastici

Gli strumenti usati tradizionalmente per mischiare i polimeri con i coloranti è detto estrusore “monovite”. (vedi cideo)

L’estrusore monovite è composta da un cilindro, una vite infinita ed agenti riscaldanti che fondono il polimero che verrà mescolato dalla vite. Il controllo termico della zona in cui il materiale viene miscelato è fondamentale e deve essere controllato con cura.

Estrusori bi-vite per compound plastici

I mono vite non hanno un grosso potere mescolante. Mentre i bi-vite hanno la capacità di mescolare i polimeri, con i coloranti, con cariche e fibre rinforzanti. Questo meccanismo bi-vite quindi ci consente di ottenere un compound pronto per essere estruso in bobine per la stampa 3d. Il controllo inoltre va nella corretta distribuzione delle cariche all’interno del nostro polimero.

Alla fine di ogni processo viene estruso un “filo” o “spaghetto” che verrà tagliato in modo “grezzo” ed insacchettato. Ovviamente i centri di creazione del compound sono dotati di controllo sul granulo prodotto.

Perche i filamenti caricati costano di più?

Dietro alla produzione del polimero rinforzato con fibre o cariche minerali quindi c’è una lavorazione in più che aumenta leggermente i costi di manodopera per la realizzazione della bobina. Il carbonio è una delle cariche più costose.


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